Poste Italiane: revocare il consenso al marketing e ai terzi

Di Kevin Pabst •
Esperto di sicurezza IT
Togli i tuoi dati
Pubblicità infilata nella buca delle lettere: revocare il consenso al marketing di Poste Italiane
Foto: Unsplash

Una firma allo sportello può valere per anni di offerte, di Poste e di aziende partner. Per ritirarla basta una e-mail ben scritta. Chiedi la cancellazione anche ai broker che non conosci

Risposta immediata: per revocare i consensi dati a Poste Italiane scrivi al Centro Servizi Privacy, all'indirizzo centroserviziprivacy@posteitaliane.it, e indica uno per uno i consensi che ritiri: marketing di Poste e del Gruppo, marketing di terzi, profilazione commerciale e cessione dei dati di profilazione. La revoca è gratuita e non tocca conto, libretto o carta.

In breve: consensi a Poste Italiane

  • Quattro consensi separati: Poste e Gruppo, terzi, profilazione, cessione del profilo
  • Revoca per iscritto al Centro Servizi Privacy, via e-mail o posta a Cosenza
  • Da cliente il Registro delle opposizioni non basta: serve la revoca diretta
  • Dati bancari e antiriciclaggio restano per legge, il profilo di marketing no

Chi apre un libretto, attiva una carta o chiede lo SPID all'ufficio postale firma di solito un foglio con diverse caselle sulla privacy. Pochi ricordano cosa hanno barrato. Poi arrivano le chiamate per un prestito, le e-mail su una polizza, la proposta di un fornitore di luce e gas che sembra sapere già che sei cliente di Poste. Questa guida spiega quali consensi esistono, come ritirarli e cosa Poste può legittimamente continuare a conservare.

Quali consensi chiede Poste Italiane

L'informativa privacy di Poste Italiane per le persone fisiche distingue quattro finalità che si basano solo sul tuo consenso, cioè su un sì che puoi ritirare quando vuoi:

Il consenso non riguarda un solo canale: il marketing può passare da telefono, SMS, e-mail, posta cartacea, app e siti. Revocare il consenso significa quindi chiudere tutti questi canali in un colpo solo, a meno che tu non scelga di lasciarne aperto qualcuno.

C'è poi una quinta voce che non richiede un consenso. Poste la chiama "Classificazione con ricadute personalizzate": divide la clientela in ampie categorie per decidere a chi mandare quale campagna. Si basa sul legittimo interesse dell'azienda. Qui non c'è nulla da revocare, ma puoi opporti con l'art. 21 del GDPR, e quando un trattamento serve al marketing diretto l'opposizione non richiede motivazioni.

Da dove arrivano i dati che Poste usa

La maggior parte la fornisci tu: dati anagrafici, documenti, contratti, operazioni. L'informativa elenca però anche altre fonti. Se hai accettato i cookie e gli strumenti di tracciamento, Poste può raccogliere il tuo comportamento di navigazione su app e siti e incrociarlo con ciò che sa già. Può inoltre ricevere dati da altre società del Gruppo e consultare fonti pubbliche come le camere di commercio, il registro delle imprese o il catasto.

Sapere da dove viene un dato è il primo passo per toglierlo. Per questo la richiesta di accesso (art. 15 GDPR) è una buona compagna della revoca: ti fa vedere che cosa c'è nel tuo profilo e a chi è stato comunicato.

Come revocare i consensi passo per passo

Passo 1: raccogli i dati che ti identificano. Nome, cognome, codice fiscale, e i numeri di telefono e gli indirizzi e-mail che Poste ha registrato. Se sei cliente di più servizi (conto BancoPosta, libretto, Postepay, polizza, linea mobile) annotali: la richiesta deve coprirli tutti.

Passo 2: scrivi al Centro Servizi Privacy. I canali indicati dall'informativa sono:

Se nell'app o nella tua area personale trovi una sezione per gestire i consensi, puoi usare anche quella. La richiesta scritta ha però un vantaggio: resta una prova con data e contenuto, che ti servirà se qualcosa va storto.

Passo 3: usa un testo che non lasci margini di interpretazione. Elenca ogni finalità con il nome usato da Poste, così nessuna voce resta fuori.

Oggetto: Revoca dei consensi, opposizione e accesso (artt. 7, 15, 17 e 21 GDPR) Gentili Signori, revoco con effetto immediato tutti i consensi che ho prestato a Poste Italiane S.p.A. per le seguenti finalità: "Marketing diretto Poste Italiane S.p.A. e società del Gruppo Poste Italiane", "Marketing diretto di soggetti terzi", "Profilazione commerciale" e "Cessione dei dati di profilazione", su qualsiasi canale (telefono, SMS, e-mail, posta cartacea, app). Ai sensi dell'art. 21, par. 2 e 3, GDPR mi oppongo inoltre a ogni trattamento dei miei dati per finalità di marketing diretto, compresa la "Classificazione con ricadute personalizzate". Vi chiedo di cancellare i dati del mio profilo commerciale e di profilazione (art. 17 GDPR) e di comunicare la revoca alle società del Gruppo e ai terzi a cui li avete trasmessi per queste finalità (art. 19 GDPR). Vi chiedo infine di indicarmi quali dati trattate su di me per finalità commerciali, da quali fonti li avete ottenuti e a quali destinatari li avete comunicati (art. 15 GDPR). Nome e cognome: Codice fiscale: Numeri di telefono e indirizzi e-mail registrati: Servizi di cui sono cliente: Allego copia di un documento d'identità. Distinti saluti

La copia del documento non è sempre indispensabile, ma riduce il rischio che l'azienda ti chieda un'integrazione e che i tempi si allunghino.

Passo 4: annota le scadenze. L'art. 12 del GDPR fissa un mese per la risposta, prorogabile di altri due nei casi complessi, purché la proroga ti venga comunicata entro il primo mese. Metti un promemoria in calendario il giorno stesso dell'invio.

Poste è un'azienda che conosci e che ti risponde. Molte altre aziende che usano il tuo indirizzo per la pubblicità non le hai mai incontrate: comprano o scambiano liste e profili. Fai partire le richieste di cancellazione anche verso di loro.

Registro delle opposizioni o revoca diretta?

Molti pensano che iscriversi al Registro pubblico delle opposizioni basti. Verso Poste spesso non è così. Il Registro annulla i vecchi consensi al telemarketing, ma non vale per le aziende con cui hai un contratto in corso o chiuso da meno di trenta giorni. Se hai un conto, un libretto o una carta, Poste è proprio una di queste. La stessa informativa lo dice: da cliente ti opponi revocando il consenso alle comunicazioni commerciali.

Le due strade si sommano. Il Registro protegge il tuo numero e il tuo indirizzo dai call center con cui non hai rapporti, la revoca chiude la porta a Poste. Come iscriverti e quando conviene il rinnovo lo spieghiamo nella guida al Registro delle opposizioni e ai suoi limiti.

Attenzione

Il nome di Poste Italiane è tra i più usati nelle truffe via SMS ed e-mail ("pacco in giacenza", "conto bloccato"). Una revoca dei consensi la fai tu, dal tuo indirizzo, verso i recapiti ufficiali dell'informativa. Nessuno ti chiederà mai codici, PIN o dati della carta per "aggiornare la privacy": se succede, è un tentativo di phishing.

Cosa Poste può conservare anche dopo la revoca

Qui serve onestà, perché molti si aspettano di sparire del tutto. Non succede, e non per cattiva volontà dell'azienda. Una parte dei dati è legata al contratto o alla legge:

Tipo di datoCosa succede dopo la tua richiesta
Contatti usati per il marketingNon più usati per le offerte dopo la revoca o l'opposizione
Profilo commercialeSecondo l'informativa conservato al massimo 24 mesi, meno se revochi prima; puoi chiederne la cancellazione
Dati di profilazione e classificazioneAl massimo 12 mesi secondo l'informativa, salvo revoca o opposizione precedente
Operazioni bancarie e dati antiriciclaggioRestano per obbligo di legge, di norma dieci anni dalla fine del rapporto
Segnalazioni in Centrale Rischi e similiNon dipendono dal consenso: puoi chiedere accesso e rettifica di dati sbagliati, non la cancellazione di dati corretti

In altre parole: la revoca ferma l'uso commerciale dei dati, non cancella il tuo rapporto con Poste. Ed è giusto così, perché nessuno vorrebbe che la banca dimenticasse i propri movimenti.

Il quadro cambia se guardi oltre Poste. I tuoi dati di contatto, la tua fascia d'età e le tue abitudini d'acquisto possono girare anche presso broker pubblicitari e piattaforme adtech come Acxiom, LiveRamp, Criteo o The Trade Desk. Lì non c'è nessun contratto da rispettare e nessun obbligo di conservazione: se manca una base giuridica, l'art. 17 GDPR consente di chiedere la cancellazione. È questo il lavoro della nostra cancellazione dai data broker, con richieste e solleciti periodici.

Se Poste non risponde o le offerte continuano

Una revoca a Poste richiede mezz'ora. Ripetere lo stesso lavoro con decine di aziende, tenere il conto delle scadenze e rispondere a ogni replica è un'altra storia. Affida a noi le richieste ai broker pubblicitari e di indirizzi e tieni per te solo la revoca verso le aziende di cui sei cliente.

Lista di controllo

Domande frequenti

Se revoco il consenso al marketing perdo il conto BancoPosta o la carta?

No. Secondo l'informativa di Poste Italiane i consensi per marketing e profilazione sono facoltativi e il rifiuto non pregiudica i rapporti in essere. Conto, libretto, carta e spedizioni continuano a funzionare come prima.

Basta il Registro delle opposizioni per fermare le chiamate di Poste?

Non se sei cliente. Il Registro non vale verso le aziende con cui hai un contratto in corso o chiuso da meno di trenta giorni. In quel caso devi revocare il consenso direttamente a Poste Italiane.

Posso far cancellare a Poste tutti i miei dati?

Solo quelli che Poste non è obbligata a conservare. I dati del profilo di marketing e di profilazione rientrano tra questi. I dati delle operazioni bancarie e quelli richiesti dalla normativa antiriciclaggio restano invece conservati per i termini di legge, di norma dieci anni.

Entro quanto tempo deve rispondere Poste Italiane?

Entro un mese dalla ricezione della richiesta, come prevede l'art. 12 del GDPR. Nei casi complessi il termine si può prorogare di due mesi, ma Poste deve comunicartelo entro il primo mese.

Riprenditi i tuoi dati.

Con Poste basta una lettera. Per le aziende che comprano e rivendono il tuo profilo senza che tu le abbia mai scelte, scriviamo noi e torniamo a chiedere finché serve.